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METABOLISMO E NUTRIZIONE

Il metabolismo è il complesso di reazioni biochimiche di sintesi (anabolismo) e di degradazione (catabolismo), che si svolgono in ogni organismo vivente e che ne determinano l’accrescimento, il rinnovamento e il mantenimento cellulare.

La nutrizione è il complesso dei processi biologici che consentono o condizionano la conservazione, l’accrescimento, lo sviluppo dell’organismo vivente e la reintegrazione delle perdite materiali ed energetiche che accompagnano le diverse attività funzionali.

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ALIMENTAZIONE NELLO SPORT

Chiunque svolga attività motoria, sia esso un atleta di alto livello o un comune praticante, l’alimentazione si differenzia da quella di una persona sedentaria soprattutto dal punto di vista quantitativo. Ciò non toglie che le esigenze collegate al dispendio energetico e al recupero richiedano, anche, piccoli ma estremamente significativi adattamenti dal punto di vista qualitativo. Nel contempo occorre considerare che l’alimentazione è un’azione prettamente individuale e perciò legata alle caratteristiche dei singoli soggetti in quanto individuali sono sia i dispendi che le capacità di recupero. Non esiste perciò la razione del calciatore ma di quel calciatore, non della praticante ginnastica aerobica ma di quella praticante.
Se un’ alimentazione, per quanto mirata alle esigenze dello sportivo, non consente di “creare” un campione, è altrettanto vero che un’alimentazione errata può comprometterne le possibilità di successo, così come può creare notevoli difficoltà anche al comune praticante.
La scienza dell’alimentazione presuppone la conoscenza di alcune nozioni fondamentali di anatomia, di fisiologia e di biochimica. Le esigenze alimentari dello sportivo o di chiunque pratichi sistematicamente una significativa attività motoria riguardano l’allenamento (le abitudini alimentari da adottare tutti i giorni) e la gara (adattamenti della razione alimentare nei giorni precedenti e/o durante la gara stessa). Dobbiamo ricordare che uno stile nutrizionale è caratterizzato:

  1. dai gusti, dalle tradizioni e dalle esperienze personali
  2. dall’apporto energetico necessario
  3. dalla composizione per macro e micro nutrienti più adatta

Occorre considerare inoltre che vi possono essere esigenze di idratazione e di apporto proteico differenti, nonché eventuali esigenze di prodotti dietetici specifici aggiuntivi (integratori).

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NUTRIZIONE PREVENTIVA IN GRAVIDANZA

La nutrizione, sia per difetto che per eccesso, già durante la gravidanza e nei primi mesi di vita, è uno dei più importanti tra i diversi fattori che concorrono ad assicurare la tutela della salute e la qualità della vita nell’età adulta. Dati epidemiologici e studi sugli animali dimostrano che condizioni subottimali intrauterine e neonatali possono avere effetti permanenti sulla salute. L’ambiente, in particolare l’alimentazione, condizionerebbe lo sviluppo di patologie geneticamente determinate, dalla formazione in utero in fase neonatale. Negli ultimi decenni è divenuto sempre più chiaro che le circostanze ambientali nel periodo fetale possono avere un impatto sostanziale sulla suscettibilità a numerosi disordini dell’età adulta. Sono stati svolti diversi studi che, non solo riguardano la relazione alimentazione dopo la nascita-sviluppo di obesità, diabete tipo 2, ipertensione, aterosclerosi, incidenza di alcuni tumori e allergie, ma anche la correlazione fra crescita intrauterina e sviluppo di patologie di carattere cronico-degenerativo nell’età adulta. In modo particolare appare sempre più evidente che l’obesità e le sue complicanze hanno le loro origini nella vita intrauterina.

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L’ ALLERGIA ALIMENTARE

L’allergia alimentare è una reazione immunologica avversa al cibo. È una vera e propria malattia con precise caratteristiche che riguarda singoli individui geneticamente predisposti. Diversamente dalle sostanze tossiche o dagli agenti infettivi, che costituiscono un pericolo per la popolazione, nel caso dell’allergia alimentare sono taluni costituenti alimentari, innocui per i più, in grado di determinare reazioni immediate o ritardate che possono raggiungere gradi elevati di gravità fino ad essere fatali. Per chi è affetto da allergia alimentare, in particolare nell’infanzia ed in alcune forme cliniche, la continua esposizione ad allergeni alimentari può aggravare il quadro clinico. L’allergia alimentare è una malattia che si correla con la produzione di anticorpi, immunoglobuline E (IgE), o con risposte cellulo-mediate, nei confronti di alcuni nutrienti contenuti nell’alimento. Quindi, in seguito ad esami cutanei (Skin Prick Test, Prick by prick, Atopy Patch Test), eseguiti dall’allergologo, si può vedere se c’è una reazione locale. Inoltre si possono fare le analisi del sangue per capire se il sistema immunitario ha prodotto anticorpi IgE specifici nei confronti dell’allergene. Se si evidenzia una positività, si consiglia di controllare altri alimenti appartenenti alla stessa famiglia e nel caso escluderli dalla dieta.

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LA RITENZIONE IDRICA

Con il termine “ritenzione idrica” si indica la tendenza a trattenere liquidi nell’organismo e tale disturbo molto diffuso, colpisce milioni di persone. Il problema può essere dovuto a gravi patologie come disfunzioni renali o cardiache, infiammazioni croniche e reazioni allergiche. Tuttavia il principale responsabile della ritenzione idrica è uno stile di vita sbagliato, la cui semplice correzione può apportare notevoli benefici. In assenza di patologie importanti il soprappeso rallenta la diuresi e favorisce il ristagno di questi fluidi che è generalmente superiore nelle zone predisposte all’accumulo di grasso (addome, cosce e glutei).
Il segno principale della ritenzione idrica è l’edema, una condizione in cui l’accumulo di liquidi nei tessuti ne causa un anomalo rigonfiamento. A causa dell’alterata circolazione venosa e linfatica insieme a questi liquidi ristagnano anche numerose tossine che alterano un metabolismo cellulare già compromesso dal ridotto apporto di ossigeno e nutrienti. Per la sua notevole diffusione la ritenzione idrica è un problema molto sentito ma spesso sopravvalutato. Con l’analisi bioimpedenziometrica (BIVA) è possibile vedere se il soggetto è in ritenzione idrica e in tal caso procedere con dei piani alimentari mirati.

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