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PROPRIETA’ NUTRIZIONALI DELL’OLIO DI OLIVA

L’olio di oliva inserito nel contesto della dieta mediterranea ha riconosciute proprietà terapeutiche che andiamo ad esaminare in base ad una serie di lavori scientifici internazionali pubblicati sulla Medline che hanno investigato tali proprietà appunto. La scoperta delle proprietà cardioprotettive della dieta mediterranea è uno dei più grandi successi dell’epidemiologia nel cui contesto riveste importanza significativa ha il consumo di olio di oliva. Tra i meccanismi di cardioprotezione vi è la diminuzione dell’attivazione del NF-kB nelle cellule mononucleari. L’endotelio è coinvolto nei processi di sviluppo dell’aterosclerosi considerata una malattia infiammatoria. In questo contesto l’olio d’oliva ha un effetto benefico nel prevenire questo tipo di infiammazione. La capacità antinfiammatoria è dovuta alla presenza dei polifenoli che ritroviamo anche nel vino, nel tè, in vari frutti e nella verdura come anche nella cioccolata e negli altri prodotti del cacao e che hanno riconosciute capacità antiossidanti. Tra questi composti fenolici nell’olio di oliva e nel vino ritroviamo il tirosolo che ha spiccate proprietà antiossidanti ben dimostrabili con la riduzione dell’ossidazione delle LDL (low density lipoprotein) con azione diretta sulle stesse attraverso un meccanismo di legame. Altri composti fenolici presenti nell’olio di oliva sono idrossitirosolo e oleuropeina, squalene ed acido oleico che hanno anch’essi dimostrato spiccata attività antiossidante. Molti studi dimostrano che la frazione fenolica estratta dall’olio extravergine di oliva (OOPEs) si oppone agli effetti citotossici a livello degli eritrociti. Le caratteristiche antiossidanti della dieta mediterranea nell’osteoporosi senile hanno dimostrato una sua minore incidenza nei paesi in cui la dieta mediterranea costituisce l’alimentazione quotidiana. Per quanto riguarda le capacità cardioprotettive, la dieta mediterranea, ricca in olio vergine d’oliva, riduce il rischio cardiovascolare, migliora il profilo lipidico, riduce i valori della pressione arteriosa, normalizza il metabolismo del glucosio e previene la patologia trombotica. Inoltre rallenta il declino delle funzioni cognitive nella demenza senile e nel morbo di Alzheimer. Infine si è visto come nei paesi in cui l’olio di oliva è la maggiore sorgente di grassi si ha un’aspettativa di vita maggiore a quella registrata nei paesi in cui ciò non avviene. Da ciò si dimostra che l’acido oleico ha un effetto vascolare ateroprotettivo diretto e ciò si riflette sugli effetti benefici nella riduzione del rischio cardiovascolare e nell’insorgenza di alcuni tipi di tumore (cancro del colon, della pelle e al seno). Da segnalare, infine che il quotidiano consumo di verdura e di olio di oliva sono inversamente ed indipendentemente associate con il rischio di insorgenza di artrite reumatoide nella popolazione generale. Anche questo effetto è legato alle proprietà antiossidanti dell’acido grasso n-9 contenuto in alte quantità nell’olio di oliva. In conclusione la dieta mediterranea e, nel suo contesto un consumo significativo di olio extravergine di oliva, anche grazie alla presenza dei polifenoli, hanno effetto cardioprotettivo riducendo il rischio cardiovascolare, migliorando i parametri glicolipidici, prevenendo la comparsa di tumori intestinali, mammari e cutanei, preservando le capacità cognitive nell’anziano e aumentando l’aspettativa di vita.

 

Bibliografia di riferimento

  • Carluccio MA, Siculella L, Ancora MA, et al. Olive oil and red wine antioxidant polyphenols inhibit endothelial activation: antiatherogenic properties of Mediterranean diet phytochemicals. Arterioscler Thromb Vasc Biol 2003;23:622-9.
  • Covas MI, Miró-Casas E, Fitó M, et al. Bioavailability of tyrosol, an antioxidant phenolic compound present in wine and olive oil, in humans. Drugs Exp Clin Res 2003;29:203-6.

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ALIMENTAZIONE NELLO SPORT

Chiunque svolga attività motoria, sia esso un atleta di alto livello o un comune praticante, l’alimentazione si differenzia da quella di una persona sedentaria soprattutto dal punto di vista quantitativo. Ciò non toglie che le esigenze collegate al dispendio energetico e al recupero richiedano, anche, piccoli ma estremamente significativi adattamenti dal punto di vista qualitativo. Nel contempo occorre considerare che l’alimentazione è un’azione prettamente individuale e perciò legata alle caratteristiche dei singoli soggetti in quanto individuali sono sia i dispendi che le capacità di recupero. Non esiste perciò la razione del calciatore ma di quel calciatore, non della praticante ginnastica aerobica ma di quella praticante.
Se un’ alimentazione, per quanto mirata alle esigenze dello sportivo, non consente di “creare” un campione, è altrettanto vero che un’alimentazione errata può comprometterne le possibilità di successo, così come può creare notevoli difficoltà anche al comune praticante.
La scienza dell’alimentazione presuppone la conoscenza di alcune nozioni fondamentali di anatomia, di fisiologia e di biochimica. Le esigenze alimentari dello sportivo o di chiunque pratichi sistematicamente una significativa attività motoria riguardano l’allenamento (le abitudini alimentari da adottare tutti i giorni) e la gara (adattamenti della razione alimentare nei giorni precedenti e/o durante la gara stessa). Dobbiamo ricordare che uno stile nutrizionale è caratterizzato:

  1. dai gusti, dalle tradizioni e dalle esperienze personali
  2. dall’apporto energetico necessario
  3. dalla composizione per macro e micro nutrienti più adatta

Occorre considerare inoltre che vi possono essere esigenze di idratazione e di apporto proteico differenti, nonché eventuali esigenze di prodotti dietetici specifici aggiuntivi (integratori).

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NUTRIZIONE PREVENTIVA IN GRAVIDANZA

La nutrizione, sia per difetto che per eccesso, già durante la gravidanza e nei primi mesi di vita, è uno dei più importanti tra i diversi fattori che concorrono ad assicurare la tutela della salute e la qualità della vita nell’età adulta. Dati epidemiologici e studi sugli animali dimostrano che condizioni subottimali intrauterine e neonatali possono avere effetti permanenti sulla salute. L’ambiente, in particolare l’alimentazione, condizionerebbe lo sviluppo di patologie geneticamente determinate, dalla formazione in utero in fase neonatale. Negli ultimi decenni è divenuto sempre più chiaro che le circostanze ambientali nel periodo fetale possono avere un impatto sostanziale sulla suscettibilità a numerosi disordini dell’età adulta. Sono stati svolti diversi studi che, non solo riguardano la relazione alimentazione dopo la nascita-sviluppo di obesità, diabete tipo 2, ipertensione, aterosclerosi, incidenza di alcuni tumori e allergie, ma anche la correlazione fra crescita intrauterina e sviluppo di patologie di carattere cronico-degenerativo nell’età adulta. In modo particolare appare sempre più evidente che l’obesità e le sue complicanze hanno le loro origini nella vita intrauterina.

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IL TARASSACO

Il tarassaco conosciuto anche come “dente di leone”, è una pianta erbacea perenne largamente diffusa. La parte utilizzata, la radice, è una vera miniera di principi attivi. Contiene, infatti, alcoli triterpenici (tarassacolo, tarassacina), glucosidi (inulina, tannini, fruttosani), sali di potassio, vitamine A, B, C e D. Alle radici di questa pianta sono attribuite numerose attività: tonica, digestiva, coleretica, stimolatrice delle funzioni epatiche, depurativa, diuretica, ipocolesterolemizzante, lassativa e anticellulitica. Studi su modelli animali hanno mostrato attività antinfiammatoria e ipoglicemica. In vitro sono state evidenziate attività antitumorali, antiossidanti e anticoagulanti.

Schutz K et al.: a review of its phytochemical and pharmacological profile. J. Ethnopharmacol, 2006.

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L’ ALLERGIA ALIMENTARE

L’allergia alimentare è una reazione immunologica avversa al cibo. È una vera e propria malattia con precise caratteristiche che riguarda singoli individui geneticamente predisposti. Diversamente dalle sostanze tossiche o dagli agenti infettivi, che costituiscono un pericolo per la popolazione, nel caso dell’allergia alimentare sono taluni costituenti alimentari, innocui per i più, in grado di determinare reazioni immediate o ritardate che possono raggiungere gradi elevati di gravità fino ad essere fatali. Per chi è affetto da allergia alimentare, in particolare nell’infanzia ed in alcune forme cliniche, la continua esposizione ad allergeni alimentari può aggravare il quadro clinico. L’allergia alimentare è una malattia che si correla con la produzione di anticorpi, immunoglobuline E (IgE), o con risposte cellulo-mediate, nei confronti di alcuni nutrienti contenuti nell’alimento. Quindi, in seguito ad esami cutanei (Skin Prick Test, Prick by prick, Atopy Patch Test), eseguiti dall’allergologo, si può vedere se c’è una reazione locale. Inoltre si possono fare le analisi del sangue per capire se il sistema immunitario ha prodotto anticorpi IgE specifici nei confronti dell’allergene. Se si evidenzia una positività, si consiglia di controllare altri alimenti appartenenti alla stessa famiglia e nel caso escluderli dalla dieta.

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LA RITENZIONE IDRICA

Con il termine “ritenzione idrica” si indica la tendenza a trattenere liquidi nell’organismo e tale disturbo molto diffuso, colpisce milioni di persone. Il problema può essere dovuto a gravi patologie come disfunzioni renali o cardiache, infiammazioni croniche e reazioni allergiche. Tuttavia il principale responsabile della ritenzione idrica è uno stile di vita sbagliato, la cui semplice correzione può apportare notevoli benefici. In assenza di patologie importanti il soprappeso rallenta la diuresi e favorisce il ristagno di questi fluidi che è generalmente superiore nelle zone predisposte all’accumulo di grasso (addome, cosce e glutei).
Il segno principale della ritenzione idrica è l’edema, una condizione in cui l’accumulo di liquidi nei tessuti ne causa un anomalo rigonfiamento. A causa dell’alterata circolazione venosa e linfatica insieme a questi liquidi ristagnano anche numerose tossine che alterano un metabolismo cellulare già compromesso dal ridotto apporto di ossigeno e nutrienti. Per la sua notevole diffusione la ritenzione idrica è un problema molto sentito ma spesso sopravvalutato. Con l’analisi bioimpedenziometrica (BIVA) è possibile vedere se il soggetto è in ritenzione idrica e in tal caso procedere con dei piani alimentari mirati.

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NUTRACEUTICA E NUTRIGENOMICA

Con il termine NUTRACEUTICA, parola nata dal connubio tra nutrizione e farmaceutica, viene definita una classe di alimenti con determinate proprietà benefiche per la salute dell’uomo. Un nutraceutico è un “alimento-farmaco”, ovvero un alimento salutare che associa alle sue caratteristiche nutrizionali delle proprietà funzionali di alcuni suoi componenti che interagiscono in modo positivo sulla salute psico-fisica di chi ne fa uso quasi come fossero un farmaco ma del tutto naturale e privo di effetti collaterali. Le nuove ricerche hanno portato a maggiori conoscenze rispetto a quanto era stato compreso solo un paio di decenni fa quando l’analisi degli alimenti era limitata al solo valore nutrizionale; ora vi è una crescente evidenza che altri fattori degli alimenti possono svolgere un ruolo fondamentale non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche influire positivamente sulla salute.
La NUTRIGENOMICA è una scienza multidisciplinare che riesce a combinare la genetica con la nutrizione cercando di svolgere un attivo ruolo preventivo in difesa dell’organismo. Attraverso l’elaborazione di test genetici gli studiosi sono stati in grado di svelare e capire le mutazioni, responsabili di alcune delle più comuni e gravi patologie, quali il diabete, l’ipercolesterolemia, le intolleranze alimentari e il cancro, consentendo in tal modo di individuare anche i benefici che alcune categorie di alimenti apportano se introdotti nella dieta. La nutrigenomica ha aperto una nuova frontiera e ha creato un nuovo approccio scientifico, imperniato sulla prevenzione e sulla diagnosi genetica combinate tra loro. Una corretta e mirata nutrizione rapportata alla diversità genotipica di ciascun individuo rientra, ormai, nelle linee guida per la prevenzione di un vasto numero di patologie permettendo altresì lo sviluppo di nuove terapie sperimentali, coadiuvanti la cura e il miglioramento di malattie complesse, quali:
• malattie metaboliche;
• malattie neurodegenerative;
• malattie neoplastiche;
• danni da stress ossidativo-invecchiamento.

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