MALNUTRIZIONE E TUMORE

Nella storia naturale della malattia neoplastica compare frequentemente un’alterazione dello stato di nutrizione. Una caratteristica che differenzia la malnutrizione in corso di neoplasia da quella “comune” descritta in precedenza è la sua difficile reversibilità anche con interventi nutrizionali appropriati.
Questa caratteristica condiziona l’utilizzo del termine “cachessia neoplastica” anziché di malnutrizione associata a neoplasia. Dal punto di vista clinico essa è associata ad anoressia, flogosi, insulino-resistenza, perdita di massa muscolare ed è caratterizzata, nell’adulto, da perdita di peso e nel bambino da deficit di crescita. In tal modo la diagnosi di cachessia dovrebbe prevedere una perdita di peso significativa associata ad almeno 3 delle seguenti caratteristiche: riduzione della forza all’hand grip (dinamometria), affaticamento, anoressia e anomalie biochimiche come anemia, ipoalbuminemia e aumento della PCR. Ciò significa che mentre non tutti i pazienti malnutriti sono cachettici, tutti i pazienti cachettici sono, invece, malnutriti.
La cachessia potrebbe essere il risultato derivante dall’interazione fra tumore e ospite. Il tumore agirebbe sia indirettamente secernendo citochine pro infiammatorie (TNFα, IL6 ecc.), sia direttamente producendo fattori mobilizzanti i lipidi (LMF) e catabolizzanti i protidi (PIF). L’ospite, in presenza del tumore, attiverebbe sia la risposta infiammatoria sistemica, sia la risposta neuro-endocrina allo stress. Il risultato di questa interazione sarebbe la comparsa dell’anoressia, delle alterazioni della composizione corporea (con le rispettive conseguenze funzionali) e delle anomalie bioumorali riscontrabili. La cachessia neoplastica, dunque, è caratterizzata, oltre che dalla perdita di peso, da anomalie del metabolismo dei vari substrati che si possono così riassumere:

1. metabolismo glucidico: aumentata gluconeogenesi (da lattato, aminoacidi muscolari e acidi grassi liberi); aumentata produzione di acido lattico; resistenza periferica all’attività insulinica;
2. metabolismo proteico: aumentato turnover proteico con ridotta sintesi proteica muscolare ed epatica; incremento della sintesi epatica di proteine della fase acuta; aumento dei livelli sierici di fattore inducente la proteolisi (PIF); aumentato catabolismo proteico a livello del tessuto muscolare;
3. metabolismo lipidico: aumento della lipolisi, della beta ossidazione degli acidi grassi e del turnover degli acidi grassi liberi; produzione del fattore mobilizzante i lipidi (LMF) che induce lipolisi.

Evans W, Morley J, Argilès J, et al. Cechexia: a new definition. Clin Nutr 2008;27:793-9

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