I TEST PER LE INTOLLERANZE ALIMENTARI

La diagnosi di intolleranza alimentare è una diagnosi per esclusione: è possibile solo dopo aver indagato ed escluso un’allergia alimentare. L’indagine utilizzata per accertarla consiste nell’individuare l’alimento sospetto, eliminarlo dalla dieta per 2-3 settimane e poi reintrodurlo per altre 2-3 settimane. Se i sintomi scompaiono durante il periodo in cui viene abolito l’alimento e si ripresentano nel momento in cui viene reintrodotto nella dieta si tratta di una reazione avversa al cibo. A questo punto si verifica, attraverso test diagnostici, se è coinvolto il sistema immunitario e se si tratta pertanto di un’allergia; in caso contrario il disturbo è molto probabilmente dovuto a un’intolleranza. Per le intolleranze su base enzimatica invece esistono specifici test e analisi (Breath test, anticorpi antigliadina, ecc.). Purtroppo oggi si incolpano gli alimenti per multiformi disturbi che non sono a essi legati. Questa situazione porta da un lato a un forte interessamento dei massmedia nei confronti dell’allergia/intolleranza alimentare, dall’altro alla nascita di numerosi test diagnostici fantasiosi e privi di una seria base scientifica (i cosiddetti test per le intolleranze alimentari) che in questo campo stanno purtroppo ottenendo un successo presso il pubblico molto maggiore di quelli della cosiddetta “medicina ufficiale”. Essi sono privi di attendibilità scientifica e non hanno dimostrato efficacia clinica. Dalla valutazione della letteratura appare comunque chiaro che i test kinesiologici, il test citotossico, il test di neutralizzazione, il vega test e altri test elettrodermici, la biorisonanza, il pulse test e l’analisi del capello, in studi clinici controllati non hanno mostrato alcuna evidenza scientifica e nessuna affidabilità diagnostica. Eppure essi vengono molto richiesti e praticati in quanto si tratta di metodiche poco o nulla invasive che offrono una diagnosi immediata e “certa” proponendo altresi regimi dietetici che dovrebbero indurre remissione dei sintomi allergici in tempi brevi. Si tratta spesso di regimi molto restrittivi e carenti da un punto di vista nutrizionale, che possono indurre stati di deficit nutrizionali

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